Domenica 20 settembre 2026 si è celebrata la seconda “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale”, data istituita lo scorso anno per fare memoria di coloro che subirono pesanti ripercussioni davanti alla loro decisione di non unirsi a nazisti e ai fascisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, una forma di resistenza diversa ma ugualmente decisiva. Presente alla Cerimonia anche l'Amministrazione comunale della Città di Parabiago.
A Milano la sezione milanese dell’Associazione nazionale ex internati nei lager nazisti (ANEI), in collaborazione con Comune di Milano, Prefettura, Milano è memoria, Associazione nazionale deportati (ANED), Città dell’Uomo APS e l’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, ha organizzato per il pomeriggio di domenica 20 settembre alle ore 16.30 la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore concesse con decreto del Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nonché ai familiari dei deceduti.
Nella Sala “Barozzi” dell’Istituto dei Ciechi di Milano in via Vivaio 7, il prefetto Claudio Sgaraglia ha consegnato una Medaglia d’Onore a Marisa Moretti, familiare dello scomparso internato rhodense Pierino Moretti, e alla parabiaghese Luigina Sizzi, figlia di Alessandro Sizzi, rhodense di nascita. A rappresentare il Comune di Rho è stato l’assessore alla Legalità Nicola Violante, delegato dal Sindaco Andrea Orlandi. A rappresentare Parabiago, il Sindaco Giacomo Sartori.
Un terzo rhodense, Felice Broggi, è stato ricordato alla Prefettura di Como: i parenti oggi risiedono a Lurate Caccivio e a ritirare la Medaglia d’Onore è stato il familiare Natale Bruni. Lì era presente Dario Maesani, presidente della Sezione Rhodense dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia, che rende onore a Broggi, Moretti e a Carlo Nava, rhodense ricordato in un’altra regione in cui risiedono i familiari, tutti e tre artiglieri.
Alla cerimonia milanese era presente Maria Rosa Cecchetti, responsabile della delegazione rhodense di ANEI. Cecchetti (nipote dell’IMI Giuseppe Cecchetti, che Rho onora con una Pietra di Inciampo) aveva partecipato, fra l’altro, venerdì 18 settembre, alla cerimonia svoltasi a Roma a Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con il titolo “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli Internati Militari Italiani, tra memoria, dignità e libertà”. “Una cerimonia toccante, con la partecipazione delle più alte cariche dello Stato italiano e con filmati storici sui nostri IMI – commenta Cecchetti - Finalmente le istituzioni hanno dato valore a questi uomini che con un NO si sono giocati la libertà e tantissimi la vita. Finalmente li hanno chiamati eroi. Con ANEI Milano-Rho ci daremo da fare perché le giovani generazioni siano informate di ciò che l'armistizio dell'8 settembre 1943 ha causato a 650.000 IMI”.
“Queste cerimonie permettono di fare memoria di tutti gli IMI legati alla città di Rho, al momento conosciamo oltre 50 nomi – commenta il Vicesindaco Maria Rita Vergani, che cura i percorsi della memoria – Accanto alla scelta dei partigiani, quella dei militari che dissero no alla Repubblica di Salò fu una scelta coraggiosa che espose a deportazioni ed enormi privazioni, oltre che a mettere a rischio la vita stessa. Vogliamo fare memoria di questi rhodensi valorosi, in linea con i valori della Giornata nazionale”.
Presente alla cerimonia anche il Sindaco del Comune di Parabiago, Giacomo Sartori che ringrazia Luigina Sizzi per la condivisione di ricordi e documenti che richiamano alla memoria le pagine più difficili della storia del Novecento attraverso la storia di suo padre: "Alessandro Sizzi ci ricorda il coraggio di chi, nonostante le sofferenze, scelse la dignità e la libertà. Valori che gli costarono anni di deportazione in Germania (dal 1943 a fine guerra) e che lo resero invalido permanente a causa di gravi lesioni subite. Rientrato in Italia, affrontò la vita senza dimenticare gli altri e l’impegno civile: per oltre trent'anni guidò, infatti, la sezione di Rho dell'ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra) con grande senso di responsabilità. Una dedizione che gli valse, nel 1989, l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Siamo lieti che questa Medaglia d'Onore sia ritirata dalla figlia Luigina, nostra concittadina, e che la sua testimonianza contribuisca a mantenere viva la memoria di una pagina fondamentale della nostra storia.".
I parenti di I.M.I., per ricordare i loro cari, possono anche richiedere la medaglia d’onore e la marmetta commemorativa da collocare nel Tempio Nazionale dell'Internato Ignoto a Padova dove si trova il Museo Nazionale dell’Internamento, realizzato dall’Associazione Nazionale ex Internati (A.N.E.I.) affinché le giovani generazioni possano avvalersi di prove documentali sulla sorte degli italiani (internati militari, deportati politici e razziali) reclusi nei lager nazisti. Per la richiesta, i familiari dovranno compilare l’apposito modulo e il foglio notizie e inviarlo seguendo le indicazioni del sito del Museo Nazionale dell’Internamento https://museodellinternamento.it/
L’istanza per ottenere la medaglia d’onore deve essere invece inoltrata al Comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per il coordinamento amministrativo – via della Mercede 9 – 00187 Roma, a mezzo posta oppure tramite pec: segreteria.dica@mailbox.governo.it oppure e-mail alla seguente casella di posta elettronica medaglie.dica@governo.it
L’Ufficio Cerimoniale del Comune di Rho rimane a disposizione per chiarimenti e per qualsiasi informazione o aiuto inerente alla presentazione della domanda.