Vai al menù principale |  Vai ai contenuti della pagina
Questo articolo è stato letto 819 volte
Pubblicato il: 11/01/2017    Segnala pagina su Facebook Segnala

POPILLIA JAPONICA UN PERICOLO PER PRATI, BOSCHI E COLTURE

POPILLIA JAPONICA UN PERICOLO PER PRATI, BOSCHI E COLTURE
POPILLIA JAPONICA UN PERICOLO PER PRATI, BOSCHI E COLTURE
POPILLIA JAPONICA UN PERICOLO PER PRATI, BOSCHI E COLTURE

Il coleottero Popillia Japonica è una specie originaria del Giappone, ma è presente in altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti. In Europa era nota solo nelle Isole Azzorre (Portogallo), mentre non era presente in Europa Continentale prima del suo recente ritrovamento, nell'estate del 2014, in alcuni comuni della zona settentrionale della Valle del Ticino.
Per gli ingenti danni economici che può provocare Popilia Japonica è considerata dalla normativa fitosanitaria un organismo nocivo da quarantena.
La larva infesta i prati nutrendosi delle radici. Gli adulti sono polifagi e attaccano piante spontanee, di pieno campo, ornamentali e forestali determinando defogliazioni e distruzione della pianta e dei fiori.

Gli adulti possono alimentarsi su quasi 300 specie, ma i danni più gravi interessano un numero limitato di piante.
Tra le più colpite si ricordano: acero, glicine, rosa, rovo, tiglio, olmo, mais, melo, pesco, soia e vite.

Come riconoscerla:                                                                                                                                                                                                 Gli adulti hanno una lunghezza media di circa 10 mm e sono verde metallico con riflessi bronzei sul dorso.
Si contraddistinguono per 12 ciuffi di peli bianchi (5 ai lati dell'addome e 2 più ampi sulla parte terminale).
La presenza di questi ciuffi bianchi permette di distinguere inconfondibilmente Popillia Japonica dalla specie italiana Maggiolino degli orti (Phyllopertha horticola) e dalle altre specie rutelidi italiane. 

In Lombardia Popillia japonica ha una generazione all'anno. Gli adulti escono dal terreno tra la fine di maggio e l'inizio di giugno. I maschi compaiono alcuni giorni prima delle femmine. Le femmine depongono le uova sotto il cotico erboso.
L'insetto si muove prevalentemente in gruppi numerosi e l'epoca di maggior presenza degli adulti è attorno al mese di luglio.

In caso di avvistamento è bene:

  • identificare la specie attraverso il controllo della presenza dei ciuffi di peli bianchi ai lati dell'addome;
  • eliminare gli insetti (prima, se possibile fotografarli);
  • osservare su quale pianta era presente, se in gruppo e in quale attività (es. alimentazione/riproduzione);
  • fare una segnalazione all'indirizzo: popillia@ersaf.lombardia.it oppure popillia@parcoticino.it.

La lotta

Nel caso in cui si rendessero necessari trattamenti per il contenimento delle larve e degli adulti il Servizio Fitosanitario provvederà a fornire tutte le indicazioni necessarie.

Per maggiori informazioni e segnalazioni contattare i seguenti recapiti:
  • Email Servizio Fitosanitario: popillia@ersaf.lombardia.it
  • Parco Lombardo della Valle del Ticino - Via Isonzo, 1, Pontevecchio di Magenta - popillia@parcoticino.it

La vostra attenzione può contribuire al contenimento dell'insetto limitando possibili danni.