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Pubblicato il: 19/09/2016    Segnala pagina su Facebook Segnala

TARLO ASIATICO UN COLEOTTERO CHE RAPPRESENTA UNA SERIA MINACCIA PER I VIVAI PRODUTTORI DI PIANTE ORNAMENTALI SIA ARBOREE CHE ARBUSTIVE,

TARLO ASIATICO   un coleottero che rappresenta una seria minaccia per i vivai produttori di piante ornamentali sia arboree che arbustive,

per le coltivazioni delle piante da frutto, per gli ecosistemi urbani e forestali ma anche per semplici parchi e giardini privati.

Cerambicide dalle antenne anulate e lunghe, a bande bianco-nere, nei maschi possono arrivare ad essere lunghe anche il doppio del corpo mentre nelle femmine sono poco più lunghe. Il corpo di colore nero brillante con riflessi metallici e macchie bianche sulle elitre, ha dimensioni che nella femmina raggiungono i 35 mm e nel maschio i 25 mm. Entrambi sono dotati di buone capacità di volo, le femmine sono più sedentarie mentre i maschi compiono voli più lunghi.

Dalle uova deposte all'interno delle cortecce di piante preferibilmente giovani e vigorose, nascono le larve dotate di potenti mandibole in grado di scavare all'interno del tronco. Essendo un insetto che compie una metamorfosi completa, le larve si nutrono continuamente del legno della pianta fino a raggiungere lo stadio larvale adulto impiegando spesso anche fino ad un anno per raggiungerlo per poi sfarfallare verso l'esterno generando un foro circolare, nella corteccia della pianta, di diametro che va da 7/8 mm. a 18 mm. circa. Raggiunta la maturità sessuale, da giugno ad ottobre circa, gli adulti iniziano l'accoppiamento che si concluderà successivamente con l'ovodeposizione della femmina all'interno di un'altra corteccia. Questo coleottero, che si nutre di legno, è risultato essere un gravissimo problema per la produzione di piante ornamentali in vivaio e per piante di latifoglie, che contraddistinguono la flora tipica del nord Italia ed in particolare delle zone boschive protette, dato che allo stato larvale, la maggior fonte di sostentamento è proprio il legno di tali piante. Sono oltre 50 le piante arboree colpite: Acer spp. (acero), Aesculus hippocastanum (ippocastano), Alnus spp. (ontano), Betula spp.(betulla), Carpinus spp. (carpino), Corylus spp. (nocciolo), Cotoneaster spp. (cotonastro), Crataegus spp. (biancospino), Fagus spp. (faggio), Ficus carica (fico), Lagestroemia spp., Malus spp. (melo), Platanus spp. (platano), Populus spp. (pioppo), Prunus spp., Pyrus spp. (pero), Rhododendron spp. (rododendro), Rosa spp. (rosa), Salix spp. (salice), Quercus spp. (quercia), Ulmus spp. (olmo), Citrus spp. (agrumi). La Regione Lombardia ha ordinato l'abbattimento delle piante più colpite ed attuato il monitoraggio totale delle specie arboree a rischio, in tutta l'area interessata e nelle aree limitrofe, monitoraggio INIZIATO ANCHE QUEST’ANNO DA TECNICI DELL’ERSAF.  

Nei documenti allegati le piante non consentite (decreto 2012) e quelle consentite (elenco piante per ripristini Ersaf). Ultimo documento:

D.G. Agricoltura Bollettino UfficialeSerie Ordinaria n. 22 - Giovedì 01 giugno 2017– 131 – D.d.u.o. 26 maggio 2017 - n. 6173
Misure fitosanitarie e delimitazione del territorio della Regione Lombardia in applicazione del decreto ministeriale 12 ottobre2012. Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione di Anoplophora Chinensis (Forster) nel territorio della Repubblica Italiana. In allegato a lato